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	<title>Check-Up      Prezzi           News &#187; Slide</title>
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	<description>Quotidiano on line Distribuzione Carburanti e Mobilità Alternativa</description>
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		<title>Pillole oil. Il sospettismo in rete ed extra Malattia infantile del provincialismo</title>
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		<pubDate>Wed, 13 May 2015 05:30:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>I problemi della rete in Italia sono molto collegati ad una extrarete non sufficientemente moderna. Il settore pur essendo composto da tante persone validissime rimane vittima di un eccessivo frazionamento e dell&#8217;egemonia delle compagnie. E questa egemonia è prima di tutto culturale, come direbbe Gramsci. In questo momento però le compagnie petrolifere sono un po&#8217; in crisi d&#8217;identità e non tutte riescono a definire una strategia ragionevolmente valida. Io vedo un futuro fatto di consolidamenti in alto e franchising in basso. C&#8217;è molto spazio, credo, per operatori che si muovano in modo innovativo e pensino un po&#8217; più in grande, senza temere quei fantasmi alimentati dal sospetto che ci siano forze e correnti sotterranee antagoniste (eh ma c&#8217;è il contrabbando&#8230;e le vendite sotto Platts&#8230; ma poi sto Platts chissà &#8230;.etc etc). [Leggi la pillola precedente] * Il Fondamentalista è un ingegnere chimico che ha trascorso tutta la propria vita lavorativa nell’industria petrolifera. Raffinazione, logistica, supply, trading e anche marketing in Italia e all’estero. Ora si gode la vita e ogni tanto butta l’occhio su quello che succede. © Riproduzione riservata Print</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://checkupprezzi.it/pillole-oil-il-sospettiamo-in-rete-ed-extra/">Pillole oil. Il sospettismo in rete ed extra<span style='font-size:14px;'>
<p  line-height:'20px '><br>Malattia infantile del provincialismo</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>I problemi della rete in Italia sono molto collegati ad una extrarete non sufficientemente moderna.</p>
<p>Il settore pur essendo composto da tante persone validissime rimane vittima di un eccessivo frazionamento e dell&#8217;egemonia delle compagnie. E questa egemonia è prima di tutto culturale, come direbbe Gramsci.</p>
<p>In questo momento però le compagnie petrolifere sono un po&#8217; in crisi d&#8217;identità e non tutte riescono a definire una strategia ragionevolmente valida.</p>
<p>Io vedo un futuro fatto di consolidamenti in alto e franchising in basso. C&#8217;è molto spazio, credo, per operatori che si muovano in modo innovativo e pensino un po&#8217; più in grande, senza temere quei fantasmi alimentati dal sospetto che ci siano forze e correnti sotterranee antagoniste (eh ma c&#8217;è il contrabbando&#8230;e le vendite sotto Platts&#8230; ma poi sto Platts chissà &#8230;.etc etc).</p>
<p>[<a href="http://checkupprezzi.it/pillole-oil-ritorno-ai-futuri/">Leggi la pillola precedente</a>]</p>
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<p><strong>* <em>Il Fondamentalista è un ingegnere chimico che ha trascorso tutta la propria vita lavorativa nell’industria petrolifera. Raffinazione, logistica, supply, trading e anche marketing in Italia e all’estero. Ora si gode la vita e ogni tanto butta l’occhio su quello che succede.</em></strong></p>
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<p  line-height:'20px '><br>Malattia infantile del provincialismo</p>
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		<title>Metano/gpl: liberi di non venderli L&#039;incubo dell&#039; imprenditore che vuole investire </title>
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		<pubDate>Wed, 13 May 2015 05:00:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[info@oilenergy.it]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Investire oggi per realizzare una nuova stazione di servizio in Italia é assolutamente sconsigliabile per la salute di qualsiasi imprenditore, siamo in una tempesta perfetta: 1) La domanda di carburanti è in calo, il focus sui prezzi comprime i margini, nascono concorrenti nuovi in impianti vecchi, fino a ieri trascurati e trascurabili. Io costruisco e varo il mio incrociatore, ma ecco che una motosilurante arrugginita me lo affonda. 2) La Pubblica Amministrazione, contrariamente ad ogni annuncio via Twitter, è sempre la stessa: tempi di ottenimento permessi in grado di portare alla crisi (e non solo di nervi) anche il più tenace e aggressivo petroliere texano. 3) Il ricorso al credito è &#8230; forse diventato semplice? Ma il vero imprenditore spesso fa cose in momenti e in contesti che i comuni mortali mai oserebbero pensare, e quindi va avanti deciso (e non lo fa mai a caso). Ma ecco nascere un problema imprevedibile, almeno per qualsiasi operatore sano di mente: non posso decidere quanti e quali prodotti vendere nella mia nuova stazione di servizio. Certo, sono libero di investire almeno un milione di Euro in un&#8217;opera il cui successo nel tempo sarà proprio determinato solo dalla mia vision, efficienza e competitività, [...]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Investire oggi per realizzare una nuova stazione di servizio in Italia é assolutamente sconsigliabile per la salute di qualsiasi imprenditore, siamo in una tempesta perfetta:</p>
<p>1) La domanda di carburanti è in calo, il focus sui prezzi comprime i margini, nascono concorrenti nuovi in impianti vecchi, fino a ieri trascurati e trascurabili. Io costruisco e varo il mio incrociatore, ma ecco che una motosilurante arrugginita me lo affonda.</p>
<p>2) La Pubblica Amministrazione, contrariamente ad ogni annuncio via Twitter, è sempre la stessa: tempi di ottenimento permessi in grado di portare alla crisi (e non solo di nervi) anche il più tenace e aggressivo petroliere texano.</p>
<p>3) Il ricorso al credito è &#8230; forse diventato semplice?</p>
<p>Ma il vero imprenditore spesso fa cose in momenti e in contesti che i comuni mortali mai oserebbero pensare, e quindi va avanti deciso (e non lo fa mai a caso).</p>
<p>Ma ecco nascere un problema imprevedibile, almeno per qualsiasi operatore sano di mente: non posso decidere quanti e quali prodotti vendere nella mia nuova stazione di servizio.</p>
<p>Certo, sono libero di investire almeno un milione di Euro in un&#8217;opera il cui successo nel tempo sarà proprio determinato solo dalla mia vision, efficienza e competitività, ma gli altri devono dirmi quali carburanti vendere.</p>
<p>Esempio concreto: compro un fazzoletto di terra su una nuova strada vicino a una raffineria e decido di aprire una pompa di benzina e gasolio per vendere questi due prodotti a prezzi competitivi (qualche vantaggio ci sarà ad avere una raffineria vicino..anche per gli automobilisti).</p>
<p>Non posso! Devo realizzare anche un impianto di GPL o Metano, ma posso anche optare per l&#8217;Idrogeno. Ma se non avessi lo  spazio o i soldi per costruire un impianto a GPL? E se il metano non ci fosse? E se sull&#8217;Idrogeno il mio Direttore di Banca fosse tentato di suggerirmi l&#8217;analista (non finanziario)?</p>
<p>Non è un incubo: leggo che c&#8217;è un forte dibattito fra Enti Pubblici Locali e Governo sull&#8217;obbligatorietà del terzo prodotto “ecologico” per nuovi impianti. Una cosa che in Europa non ci possono credere, figuriamoci all’Antitrust (altro che barriera all’ingresso, un muro di Berlino!) ma neanche in una qualsiasi azienda commerciale verrebbe voglia di fare le valige.</p>
<p>E&#8217; scontato, ovvio:  avere anche prodotti così richiesti come GPL e Metano sarebbe ottimale, se fosse possibile tecnicamente ed economicamente, ma sarò libero di scegliere?</p>
<p>Risultato? Lascio perdere. Un investimento in meno, un impianto competitivo in meno, un imprenditore in meno.</p>
<p>Ma chi ci guadagna?</p>
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<p  line-height:'20px '><br>L&#039;incubo dell&#039; imprenditore che vuole investire </p>
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		<title>Pillole oil. Ritorno ai futuri Trimestrali petrolifere salvate dal trading. Fattore contango</title>
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		<pubDate>Tue, 12 May 2015 03:30:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Il Fondamentalista*]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Si sono evidenziati, nei giorni scorsi, margini di raffinazione che hanno compensato le perdite legate al calo del grezzo. Con una non insolita allergia ai numeri, ci si è spesso dimenticati di evidenziare che il margine di raffinazione è cresciuto di 6 $/bbl mentre il grezzo è calato di 50. In effetti, però, c&#8217;è stato un altro fattore che ha migliorato le trimestrali delle petrolifere, il ricorso al trading: Futures e options. Vado al mercato e mi impegno a comprare un tappeto tra un mese ad un certo prezzo, 500 $, questo è un future. Se invece do al venditore $ 10 per la possibilità , ma non l&#8217;obbligo, di comprarlo tra un mese a 500 $, questa è una option. Ovviamente questi strumenti si usano non quando il mercato è stabile ma solo quando c&#8217;è molta variabilità di prezzo. In questi mesi c&#8217;era una struttura prezzo chiamata contango (i prezzi del momento inferiori a quelli futuri). Una situazione di contango permette di comprare ora a prezzo più basso, stoccare e vendere ad un prezzo più alto più avanti. Il contango nel primo Quarter è stato molto forte e ha permesso ai trader ottimi guadagni. [Leggi la pillola precedente]  * Il [...]</p>
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<p  line-height:'20px '><br>Trimestrali petrolifere salvate dal trading. Fattore contango</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Si sono evidenziati, nei giorni scorsi, margini di raffinazione che hanno compensato le perdite legate al calo del grezzo.</p>
<p><span style="line-height: 1.5;">Con una non insolita allergia ai numeri, ci si è spesso dimenticati di evidenziare che il margine di raffinazione è cresciuto di 6 $/bbl mentre il grezzo è calato di 50.</span></p>
<p>In effetti, però, c&#8217;è stato un altro fattore che ha migliorato le trimestrali delle petrolifere, il ricorso al trading: Futures e options.</p>
<p>Vado al mercato e mi impegno a comprare un tappeto tra un mese ad un certo prezzo, 500 $, questo è un future.</p>
<p>Se invece do al venditore $ 10 per la possibilità , ma non l&#8217;obbligo, di comprarlo tra un mese a 500 $, questa è una option.</p>
<p>Ovviamente questi strumenti si usano non quando il mercato è stabile ma solo quando c&#8217;è molta variabilità di prezzo.</p>
<p>In questi mesi c&#8217;era una struttura prezzo chiamata contango (i prezzi del momento inferiori a quelli futuri).</p>
<p>Una situazione di contango permette di comprare ora a prezzo più basso, stoccare e vendere ad un prezzo più alto più avanti.</p>
<p>Il contango nel primo Quarter è stato molto forte e ha permesso ai trader ottimi guadagni.</p>
<p>[<a title="Pillole oil. Il segreto di Pulcinella" href="http://checkupprezzi.it/pillole-oil-il-segreto-di-pulcinella/">Leggi la pillola precedente</a>]</p>
<hr />
<p><strong> * <em>Il Fondamentalista è un ingegnere chimico che ha trascorso tutta la propria vita lavorativa nell’industria petrolifera. Raffinazione, logistica, supply, trading e anche marketing in Italia e all’estero. Ora si gode la vita e ogni tanto butta l’occhio su quello che succede.</em></strong></p>
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<p  line-height:'20px '><br>Trimestrali petrolifere salvate dal trading. Fattore contango</p>
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		<title>Mercato carburanti: più fonti nessuna verità assoluta La pluralità d’informazione è un valore aggiunto per l’utente</title>
		<link>http://checkupprezzi.it/mercato-carburanti-piu-fonti-nessuna-verita-assoluta/</link>
		<comments>http://checkupprezzi.it/mercato-carburanti-piu-fonti-nessuna-verita-assoluta/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 06 May 2015 04:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[info@oilenergy.it]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>A distanza di anni dalla nascita di Check Up Prezzi, la possibilità di consultare in maniera interattiva i valori quotidiani dei carburanti, venduti con il servizio nella tradizionale rete delle stazioni nazionali, è un fatto. I grafici delle medie dei prezzi praticati sono una sintesi utile per una migliore comprensione del mercato. I numeri puntuali, quelli dei valori dei singoli impianti, sono consultabili cliccando altrove: link privati ormai consolidati e &#8220;solidi&#8221; come Prezzibenzina.it o link pubblici come l’Osservatorio prezzi carburanti sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico dove, è possibile trovare migliaia di dati ogni giorno diversi,impianto per impianto In un mondo così denso di informazioni dinamiche, è necessario non accontentarsi di un&#8217;unica fonte, per avere una percezione accettabile della realtà. I valori &#8220;certi&#8221; o certificati sono sempre inseriti da uomini, in funzione di metodi e regolamenti, con tutti i difetti degli uomini e dei regolamenti. Facciamo un esempio concreto: Nel caso del portale messo a disposizione dal MISE, il gestore, nel rispetto delle regole stabilite per legge (DM 15.10.2010 art. 1 comma 1), potrebbe avere inserito una settimana fa un valore, ma nel frattempo i prezzi potrebbero essere scesi. Oggi, Un utente di Prezzibenzina.it andando a fare carburante, potrebbe [...]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://checkupprezzi.it/mercato-carburanti-piu-fonti-nessuna-verita-assoluta/">Mercato carburanti: più fonti nessuna verità assoluta<span style='font-size:14px;'>
<p  line-height:'20px '><br>La pluralità d’informazione è un valore aggiunto per l’utente</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>A distanza di anni dalla nascita di Check Up Prezzi, la possibilità di consultare in maniera interattiva i valori quotidiani dei carburanti, venduti con il servizio nella tradizionale rete delle stazioni nazionali, è un fatto.<br />
I grafici delle medie dei prezzi praticati sono una sintesi utile per una migliore comprensione del mercato.<br />
I numeri puntuali, quelli dei valori dei singoli impianti, sono consultabili cliccando altrove: link privati ormai consolidati e &#8220;solidi&#8221; come Prezzibenzina.it o link pubblici come l’Osservatorio prezzi carburanti sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico dove, è possibile trovare migliaia di dati ogni giorno diversi,impianto per impianto</p>
<p>In un mondo così denso di informazioni dinamiche, è necessario non accontentarsi di un&#8217;unica fonte, per avere una percezione accettabile della realtà.</p>
<p>I valori &#8220;certi&#8221; o certificati sono sempre inseriti da uomini, in funzione di metodi e regolamenti, con tutti i difetti degli uomini e dei regolamenti.</p>
<p>Facciamo un esempio concreto:</p>
<p>Nel caso del portale messo a disposizione dal MISE, il gestore, nel rispetto delle regole stabilite per legge (DM 15.10.2010 art. 1 comma 1), potrebbe avere inserito una settimana fa un valore, ma nel frattempo i prezzi potrebbero essere scesi. Oggi, Un utente di Prezzibenzina.it andando a fare carburante, potrebbe aver rilevato un prezzo inferiore, solo in apparente contraddizione con il numero &#8220;certificato&#8221; presente nel Portale.<br />
Check Up Prezzi mostra chiaramente la discesa nella settimana, e l&#8217;utente può quindi &#8220;validare&#8221; il prezzo più basso.</p>
<p>In caso di trend in salita potrebbe accadere il contrario: il dato del Ministero potrebbe essere quello da validare.</p>
<p>Questo per dire che ogni fonte ha la sua valenza, ma averne una sola potrebbe indurre in errore.</p>
<p>Ecco il motivo per il quale le informazioni devono essere fruibili e dobbiamo fornire all’utente strumenti utili ad orientarsi: per metterlo in grado di fare confronti.</p>
<p>Quei confronti che, per esempio, lo porteranno comprendere meglio e per tempo, quel gap tra servito e self che oggi pesa nelle sue tasche; il prezzo servito è meno censito nelle rilevazioni &#8220;ufficiali&#8221;, ma non sfugge a molti automobilisti attivi nel web.</p>
<p>Questo approccio potrebbe sembrare complesso nel mondo analogico, ma è la normalità per le nuove generazioni di lettori/utenti/professionisti che, connessi, utilizzano più applicazioni e software per informarsi e lavorare.<br />
Non ci resta che mettere a loro disposizione i mezzi di cui hanno bisogno.</p>
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<p  line-height:'20px '><br>La pluralità d’informazione è un valore aggiunto per l’utente</p>
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		<title>Pillole oil. Il segreto di Pulcinella Prevedere la chiusura dei mercati </title>
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		<pubDate>Tue, 05 May 2015 06:30:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Il Fondamentalista*]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>In gergo si chiama “screen” ed è lo schermo che riporta le quotazioni dei Futures. Il segreto di Pulcinella è che le quotazioni dei mercati di riferimento delle Compagnie che portano alla decisione dei prezzi di vendita, sono collegati ai Future del gasolio, con un delta stabile che viene sommato a questi valori. Queste informazioni sono facilmente reperibili su internet. Alle 15.00 c&#8217;è il cambio euro dollaro ufficiale che trovate sul sito della BCE. A questo punto, si possono andare a recuperare le quotazioni sul web, tenendo presenti le variazioni di cambio se significative e, si potrà così  ottenere una buona stima delle variazioni di prezzo attese. Attenzione, questa è una stima! Serve soprattutto a individuare il trend della giornata. Ricordate che le chiusure serali dei mercati riflettono gli acquisti della giornata nella finestra pomeridiana. Le quotazioni nel giorno cambiano continuamente, com&#8217;è ovvio in qualunque Borsa. Il che banalmente, significa che la quotazione dalle 16:00 alle 17:00 può essere abbastanza diversa. E quindi, per esempio, un trend in salita può essere accentuato in serata, ma può anche accadere il contrario. Prendete l&#8217;abitudine di consultare Internet in diversi orari. [Leggi la pillola precedente]                   [...]</p>
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<p  line-height:'20px '><br>Prevedere la chiusura dei mercati </p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In gergo si chiama “screen” ed è lo schermo che riporta le quotazioni dei Futures.<br />
Il segreto di Pulcinella è che le quotazioni dei mercati di riferimento delle Compagnie che portano alla decisione dei prezzi di vendita, sono collegati ai Future del gasolio, con un delta stabile che viene sommato a questi valori. Queste informazioni sono facilmente reperibili su internet.</p>
<p>Alle 15.00 c&#8217;è il cambio euro dollaro ufficiale che trovate sul sito della BCE.</p>
<p>A questo punto, si possono andare a recuperare le quotazioni sul web, tenendo presenti le variazioni di cambio se significative e, si potrà così  ottenere una buona stima delle variazioni di prezzo attese.<br />
Attenzione, questa è una stima! Serve soprattutto a individuare il trend della giornata.</p>
<p>Ricordate che le chiusure serali dei mercati riflettono gli acquisti della giornata nella finestra pomeridiana. Le quotazioni nel giorno cambiano continuamente, com&#8217;è ovvio in qualunque Borsa. Il che banalmente, significa che la quotazione dalle 16:00 alle 17:00 può essere abbastanza diversa. E quindi, per esempio, un trend in salita può essere accentuato in serata, ma può anche accadere il contrario.<br />
Prendete l&#8217;abitudine di consultare Internet in diversi orari.</p>
<p>[<a href="http://checkupprezzi.it/pillole-oil-contrabbando-e-aritmetica-delle-notizie/">Leggi la pillola precedente</a>]                                                                                                                                             [<a href="http://checkupprezzi.it/pillole-oil-ritorno-ai-futuri/">Leggi la pillola successiva</a>]</p>
<hr />
<p><em>(*) <strong>Il Fondamentalista</strong> <strong>è un ingegnere chimico che ha trascorso tutta la propria vita lavorativa nell’industria petrolifera. Raffinazione, logistica, supply, trading e anche marketing in Italia e all’estero. Ora si gode la vita e ogni tanto butta l’occhio su quello che succede.</strong></em></p>
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<p  line-height:'20px '><br>Prevedere la chiusura dei mercati </p>
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		<title>Se il mercato non aspetta E&#039; ancora possibile intervenire nel settore carburanti per legge?</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Apr 2015 05:30:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[info@oilenergy.it]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>E&#8217; ancora possibile intervenire nel settore carburanti per legge? La risposta è no. E&#8217; il momento di aprire gli occhi: ormai gli attori protagonisti del sistema non si possono più contare  nelle dita di una mano, impossibile possano convergere in un unico testo condiviso; come se non bastasse, le singole associazioni di categoria fanno fatica a coagulare gli interessi dei loro iscritti, che sono  immersi in dinamiche aziendali troppo differenziate, non solo per latitudine. Il danno più grave, causato dall&#8217;incapacità di accettare che regolamenti e leggi non potranno riformare il settore, è generato dall&#8217;effetto Godot, l&#8217;immobilità nell&#8217;attesa di un evento risolutivo dall&#8217;alto. Nel frattempo la domanda ogni anno cambia: una rete di benzina e gasolio stenta a offrire GPL e Metano. Le auto ibride plugin chiederanno colonnine di ricarica, ma nelle stazioni carburanti quel servizio non c&#8217;è. La moneta elettronica oggi consente di pagare il viaggio a Roma in Alta Velocità o di prenotare un volo in aereo, ma provate a fare un pieno con la vostra prepagata. La priorità di oggi è  anticipare il mercato in rivoluzione, investendo le energie per offrire le soluzioni alla mobilità di domani.Questa è l&#8217;unica strada per &#8220;razionalizzare&#8221; la rete, nel senso letterale di [...]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; ancora possibile intervenire nel settore carburanti per legge?<strong><br />
</strong></p>
<p>La risposta è no.</p>
<p>E&#8217; il momento di aprire gli occhi: ormai gli attori protagonisti del sistema non si possono più contare  nelle dita di una mano, impossibile possano convergere in un unico testo condiviso; come se non bastasse, le singole associazioni di categoria fanno fatica a coagulare gli interessi dei loro iscritti, che sono  immersi in dinamiche aziendali troppo differenziate, non solo per latitudine.</p>
<p>Il danno più grave, causato dall&#8217;incapacità di accettare che regolamenti e leggi non potranno riformare il settore, è generato dall&#8217;effetto Godot, l&#8217;immobilità nell&#8217;attesa di un evento risolutivo dall&#8217;alto.</p>
<p>Nel frattempo la domanda ogni anno cambia: una rete di benzina e gasolio stenta a offrire GPL e Metano. Le auto ibride plugin chiederanno colonnine di ricarica, ma nelle stazioni carburanti quel servizio non c&#8217;è. La moneta elettronica oggi consente di pagare il viaggio a Roma in Alta Velocità o di prenotare un volo in aereo, ma provate a fare un pieno con la vostra prepagata.</p>
<p>La priorità di oggi è  anticipare il mercato in rivoluzione, investendo le energie per offrire le soluzioni alla mobilità di domani.Questa è l&#8217;unica strada per &#8220;razionalizzare&#8221; la rete, nel senso letterale di  riportarla all&#8217;uso della ragione economica.</p>
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<p  line-height:'20px '><br>E&#039; ancora possibile intervenire nel settore carburanti per legge?</p>
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		<title>Il commento. Veicoli elettrici, se i soldi vanno altrove L’Europa ci chiede 90 mila punti di ricarica nel 2016, ma nei nostri centri urbani…</title>
		<link>http://checkupprezzi.it/il-commento-veicoli-elettrici-se-i-soldi-vanno-altrove/</link>
		<comments>http://checkupprezzi.it/il-commento-veicoli-elettrici-se-i-soldi-vanno-altrove/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2015 05:30:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[info@oilenergy.it]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Mobilità alternativa]]></category>
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		<category><![CDATA[Veicoli elettrici]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>10 marzo 2015: è stato pubblicato un Decreto Ministeriale (D.M. 7.11.2014) che assegna alle Regioni e alle Province autonome le risorse per il finanziamento dei progetti per la creazione di reti di ricarica per i veicoli elettrici. 7 febbraio 2015: è stato inaugurato un impianto per la ricarica veloce dei mezzi elettrici/ibridi plugin all&#8217;interno di una Stazione di Servizio. Notizie positive? Non scherziamo. L&#8217;Europa, entro il 2016, ci chiede 90 mila punti di ricarica (Piano Nazionale infrastrutturale per la ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica). L&#8217;utilizzo attuale e il potenziale sviluppo dei mezzi elettrici è  in prevalenza nelle aree metropolitane. Ma i finanziamenti regionali non sembrano indirizzarsi prioritariamente in questa direzione. Solo il mese scorso è stato approvato un decreto che, per esempio, dovrebbe garantire alla Basilicata 230.785 € per un progetto denominato &#8220;I sassi e la costa lucani&#8221;, mentre 240.000 € vannoal Molise per un altro progetto denominato &#8220;Sistema urbano Campobasso-Termoli&#8221;. Nel frattempo si inaugura un impianto (uno) in una Stazione di Servizio e l&#8217;evento è di tale portata che anche un Ministro della Repubblica partecipa. Abbiamo una rete di Stazioni di Servizio di più di ventimila impianti dove tutti i giorni gli automobilisti italiani si fermano per riempire i serbatoi di benzina, ma in città come Roma o Milano [...]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://checkupprezzi.it/il-commento-veicoli-elettrici-se-i-soldi-vanno-altrove/">Il commento. Veicoli elettrici, se i soldi vanno altrove<span style='font-size:14px;'>
<p  line-height:'20px '><br>L’Europa ci chiede 90 mila punti di ricarica nel 2016, ma nei nostri centri urbani…</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>10 marzo 2015: è stato pubblicato un Decreto Ministeriale (D.M. 7.11.2014) che assegna alle Regioni e alle Province autonome le risorse per il finanziamento dei progetti per la creazione di reti di ricarica per i veicoli elettrici.</p>
<p>7 febbraio 2015: è stato inaugurato un impianto per la ricarica veloce dei mezzi elettrici/ibridi plugin all&#8217;interno di una Stazione di Servizio.</p>
<p>Notizie positive? Non scherziamo.</p>
<p>L&#8217;Europa, entro il 2016, ci chiede 90 mila punti di ricarica (Piano Nazionale infrastrutturale per la ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica). L&#8217;utilizzo attuale e il potenziale sviluppo dei mezzi elettrici è  in prevalenza nelle aree metropolitane. Ma i finanziamenti regionali non sembrano indirizzarsi prioritariamente in questa direzione. Solo il mese scorso è stato approvato un decreto che, per esempio, dovrebbe garantire alla Basilicata 230.785 € per un progetto denominato &#8220;I sassi e la costa lucani&#8221;, mentre 240.000 € vannoal Molise per un altro progetto denominato &#8220;Sistema urbano Campobasso-Termoli&#8221;.</p>
<p>Nel frattempo si inaugura un impianto (uno) in una Stazione di Servizio e l&#8217;evento è di tale portata che anche un Ministro della Repubblica partecipa.</p>
<p>Abbiamo una rete di Stazioni di Servizio di più di ventimila impianti dove tutti i giorni gli automobilisti italiani si fermano per riempire i serbatoi di benzina, ma in città come Roma o Milano ci sono migliaia di “nuovi”automobilisti che, uscendo di casa, è come se avessero un mezzo a molla, perchè devono fare i conti con la necessità di tornare senza finire le loro batterie.</p>
<p>E come si sentono gli automobilisti a molla quando davanti alle rare colonnine trovano parcheggiate vecchie auto Euro zero?</p>
<p>Cosa dovrebbero pensare poi quegli stessi romani che girano nel centro storico con mezzi del futuro e senza rumore, se leggessero che i fondi destinati il mese scorso a tutto il Lazio (240 mila euro) sono la metà di quanto avrà la Val d&#8217;Aosta per lo sviluppo della &#8220;rete di ricarica veicoli elettrici nella conurbazione” del capoluogo?</p>
<p>Quando si capirà che il circolo virtuoso dello sviluppo della mobilità elettrica o ibrida plugin partirà solo se davvero quanto indicato nel Piano Nazionale (punto 6.3 Piattaforma Unica Nazionale : &#8220;introduzione di agevolazioni, anche amministrative, in favore dei titolari e dei gestori degli impianti di distribuzione carburanti per l&#8217;ammodernamento attraverso infrastrutture di ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica&#8221;) si trasformerà in passi concreti e veloci?</p>
<p>Quando si prenderà atto che questo circolo virtuoso non potrà fare che del bene anche agli imprenditori di un settore che oggi, per sopravvivere, pensano di amputare punti vendita pari al 25% del loro sistema distributivo?</p>
<p>Intervento pubblico, stimolo dell&#8217;Europa (ripetiamo: 90 mila punti entro il prossimo anno), bisogni emergenti dei cittadini e controllo ambientale nelle città, necessità di innovare per gli imprenditori dei carburanti… Basteranno tutte queste motivazioni a piantare qualche migliaio di colonnine anche nelle Stazioni di Servizio dei nostri centri urbani?</p>
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<p  line-height:'20px '><br>L’Europa ci chiede 90 mila punti di ricarica nel 2016, ma nei nostri centri urbani…</p>
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		<title>Pillole oil. Il “libro” dei Traders Occhio alle tendenze: l’importanza del “COT”. Ma restano i fondamentali...</title>
		<link>http://checkupprezzi.it/pillole-oil-il-libro-dei-traders/</link>
		<comments>http://checkupprezzi.it/pillole-oil-il-libro-dei-traders/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2015 07:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Il Fondamentalista*]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Politica energetica nazionale ed internazionale]]></category>
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		<category><![CDATA[Finanza]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Che cos’è il COT? Il COT é il Commitments of Traders. Un rapporto emesso dalla CFTC (Commodity Futures Trading Commission) ogni venerdì e che riflette gli impegni dei Traders al martedì precedente. Comprende le attività dei traders commerciali e degli speculatori finanziari grandi e piccoli, come è giusto che sia considerando quanta parte ha la finanza nel definire i prezzi del petrolio. Il rapporto ci fornisce quindi una fotografia delle posizioni nette prese da grandi speculatori e fondi di investimento. Settimana dopo settimana. Quello che interessa, come al solito, è la tendenza. Nell&#8217;ultimo rilievo del 31 marzo la tendenza è un significativo aumento delle posizioni lunghe, cioè posizioni rialziste. E, perdindirindina, le aspettative hanno trovato riscontro negli aumenti degli ultimi giorni. È come con il concorso di Miss Italia. Noi ci focalizziamo naturalmente sulla ragazza che a noi sembra più bella, mentre in realtà dovremmo concentrare l&#8217;attenzione su quella che ha più possibilità di vincere. E, d&#8217;altra parte, in Borsa si dice che è parecchio rischioso andare contro il trend, cioè contro l&#8217;opinione collettiva. Ma ovviamente ci sono anche altri indicatori. Importanti soprattutto quelli fondamentali che sono alla base della opinione collettiva (e infatti i prezzi sono ricaduti. I serbatoi [...]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://checkupprezzi.it/pillole-oil-il-libro-dei-traders/">Pillole oil. Il “libro” dei Traders<span style='font-size:14px;'>
<p  line-height:'20px '><br>Occhio alle tendenze: l’importanza del “COT”. Ma restano i fondamentali...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Che cos’è il COT? Il COT é il Commitments of Traders. Un rapporto emesso dalla CFTC (Commodity Futures Trading Commission) ogni venerdì e che riflette gli impegni dei Traders al martedì precedente.</p>
<p>Comprende le attività dei traders commerciali e degli speculatori finanziari grandi e piccoli, come è giusto che sia considerando quanta parte ha la finanza nel definire i prezzi del petrolio.</p>
<p>Il rapporto ci fornisce quindi una fotografia delle posizioni nette prese da grandi speculatori e fondi di investimento. Settimana dopo settimana.</p>
<p>Quello che interessa, come al solito, è la tendenza. Nell&#8217;ultimo rilievo del 31 marzo la tendenza è un significativo aumento delle posizioni lunghe, cioè posizioni rialziste. E, perdindirindina, le aspettative hanno trovato riscontro negli aumenti degli ultimi giorni.</p>
<p>È come con il concorso di Miss Italia. Noi ci focalizziamo naturalmente sulla ragazza che a noi sembra più bella, mentre in realtà dovremmo concentrare l&#8217;attenzione su quella che ha più possibilità di vincere. E, d&#8217;altra parte, in Borsa si dice che è parecchio rischioso andare contro il trend, cioè contro l&#8217;opinione collettiva.</p>
<p>Ma ovviamente ci sono anche altri indicatori. Importanti soprattutto quelli fondamentali che sono alla base della opinione collettiva (e infatti i prezzi sono ricaduti. I serbatoi pieni invitano alla prudenza!).</p>
<p>Di questi parleremo nelle prossime pillole.</p>
<p style="text-align: right;">[<a title="Pillole oil. A proposito del prezzo del greggio" href="http://checkupprezzi.it/pillole-oil-a-proposito-del-prezzo-del-greggio/">Leggi la pillola precedente</a>]                                                                                                                        [<a href="http://checkupprezzi.it/pillole-oil-scenari-di-supply/">Leggi la pillola successiva</a>]</p>
<hr />
<p><em>(*) <strong>Il Fondamentalista</strong> <strong>è un ingegnere chimico che ha trascorso tutta la propria vita lavorativa nell’industria petrolifera. Raffinazione, logistica, supply, trading e anche marketing in Italia e all’estero. Ora si gode la vita e ogni tanto butta l’occhio su quello che succede.</strong></em></p>
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<p  line-height:'20px '><br>Occhio alle tendenze: l’importanza del “COT”. Ma restano i fondamentali...</p>
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		<title>Il commento. Mobilità elettrica: “Attrezziamoci!” Perché è un errore non favorire lo sviluppo delle ricariche sui p.v.</title>
		<link>http://checkupprezzi.it/il-commento-mobilita-elettrica-attrezziamoci/</link>
		<comments>http://checkupprezzi.it/il-commento-mobilita-elettrica-attrezziamoci/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2015 05:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[info@oilenergy.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[downstream]]></category>
		<category><![CDATA[Gestori]]></category>
		<category><![CDATA[Slide]]></category>
		<category><![CDATA[carburanti]]></category>
		<category><![CDATA[Fonti alternative]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Almeno questo è quello che penso: è un grave errore da parte di chi oggi eroga il carburante, non attrezzarsi per le ricariche; il posto c&#8217;è. Spieghiamoci meglio: come dovrebbe comportarsi il proprietario di una stazione di servizio che, da buon commerciante, deve sfruttare al meglio gli spazi del suo negozio? Vedere quali siano gli quelli inutilizzati e trovare un&#8217;alternativa; potrebbe cercare di capire quali siano i futuri bisogni degli automobilisti, come stiano cambiando le loro necessità e adeguare quindi i servizi offerti. Per fortuna ci sono i giovani: un mio conoscente, neopatentato con un mezzo elettrico, mi ha chiesto a cosa servono quelle strutture metalliche presenti in migliaia di piazzali di distributori. Guardava i ponti sollevatori per il cambio dell’olio, ammassi di ferraglia spesso arrugginita, resi inutilizzabili. Ma perché non installare proprio in quegli spazi, già collegati alla rete, una colonnina di ricarica che ospiti chi, con le nuove auto ibride, potrebbe sostare e anche ricaricare il proprio mezzo? L’idea non è mia, me l’ha suggerita quel ragazzo, un pioniere, una vita spericolata con il rischio perenne di rimanere a piedi: &#8220;rottamate i centri cambio olio e lì offrite parcheggi con ricariche!&#8221; Che ve ne pare? Siamo sicuri che, [...]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://checkupprezzi.it/il-commento-mobilita-elettrica-attrezziamoci/">Il commento. Mobilità elettrica: “Attrezziamoci!”<span style='font-size:14px;'>
<p  line-height:'20px '><br>Perché è un errore non favorire lo sviluppo delle ricariche sui p.v.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Almeno questo è quello che penso: è un grave errore da parte di chi oggi eroga il carburante, non attrezzarsi per le ricariche; il posto c&#8217;è.</p>
<p>Spieghiamoci meglio: come dovrebbe comportarsi il proprietario di una stazione di servizio che, da buon commerciante, deve sfruttare al meglio gli spazi del suo negozio? Vedere quali siano gli quelli inutilizzati e trovare un&#8217;alternativa; potrebbe cercare di capire quali siano i futuri bisogni degli automobilisti, come stiano cambiando le loro necessità e adeguare quindi i servizi offerti.</p>
<p>Per fortuna ci sono i giovani: un mio conoscente, neopatentato con un mezzo elettrico, mi ha chiesto a cosa servono quelle strutture metalliche presenti in migliaia di piazzali di distributori.</p>
<p>Guardava i ponti sollevatori per il cambio dell’olio, ammassi di ferraglia spesso arrugginita, resi inutilizzabili.<br />
Ma perché non installare proprio in quegli spazi, già collegati alla rete, una colonnina di ricarica che ospiti chi, con le nuove auto ibride, potrebbe sostare e anche ricaricare il proprio mezzo?</p>
<p>L’idea non è mia, me l’ha suggerita quel ragazzo, un pioniere, una vita spericolata con il rischio perenne di rimanere a piedi: &#8220;rottamate i centri cambio olio e lì offrite parcheggi con ricariche!&#8221;</p>
<p>Che ve ne pare? Siamo sicuri che, prima che lo facciano gli altri commercianti, non sarebbe il caso che lo facessero proprio coloro che hanno le stazioni di servizio?</p>
<p>Ci sono circa 20.000 impianti in Italia, anche solo la metà potrebbero avere i requisiti per questa iniziativa, l’Europa ci chiede le infrastrutture, e noi le abbiamo sotto gli occhi; perché no?</p>
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</div><br><p class="wpf_wrapper"><a class="print_link" href="http://checkupprezzi.it/il-commento-mobilita-elettrica-attrezziamoci/print/">Print</a></p><!-- .wpf_wrapper --><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://checkupprezzi.it/il-commento-mobilita-elettrica-attrezziamoci/">Il commento. Mobilità elettrica: “Attrezziamoci!”<span style='font-size:14px;'>
<p  line-height:'20px '><br>Perché è un errore non favorire lo sviluppo delle ricariche sui p.v.</p>
<p></span></a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://checkupprezzi.it">Check-Up      Prezzi           News</a>.</p>
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		<title>Il commento. Autostrade no logo: perché no? Il “caro-prezzi” non è colpa del gestore. Serve “tagliare” le concessioni?</title>
		<link>http://checkupprezzi.it/autostrade-no-logo-perche-no/</link>
		<comments>http://checkupprezzi.it/autostrade-no-logo-perche-no/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2015 04:30:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[info@oilenergy.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Associazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Consumi nazionale ed internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Gestori]]></category>
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		<category><![CDATA[Slide]]></category>
		<category><![CDATA[No - logo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Fare benzina, una scelta in genere complessa qualora si cerchi di minimizzare l’impatto economico di un “pieno”, diventa in autostrada una sfida che mette alla prova anche il consumatore più esperto. I prezzi sono, per motivi ormai noti, più elevati rispetto a quanto accade fuori casello. Ma, nel caso di un pieno servito, i valori sono talvolta tali da lasciare un ricordo davvero amaro all’automobilista che abbia scelto di riempire il serbatoio stando comodamente seduto. Nelle Aree di Servizio la comunicazione, digitale e non, punta sulla promozione dei prezzi self. La realtà, l’offerta di isole di rifornimento e la loro ubicazione, spingono al contrario l’automobilista verso il prodotto servito, assai più caro. Errore gravissimo tuttavia puntare il dito sul gestore. Niente di più superficiale: il gestore autostradale, aperto H.24, è costretto a sopportare costi (personale, energia, oneri fiscali) assolutamente sproporzionati rispetto ai ricavi. E’ quindi spinto dalla necessità. Talvolta costretto ad agire su leve che poco hanno di commerciale, prezzi alla pompa differenziati in maniera eccessiva fra servito e self, offerta di prodotti speciali con delta tale da non poter essere giustificato da alcun miracoloso additivo; sono tutti comportamenti che spesso lasciano un amaro ricordo al cliente. Un circolo vizioso [...]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://checkupprezzi.it/autostrade-no-logo-perche-no/">Il commento. Autostrade no logo: perché no?<span style='font-size:14px;'>
<p  line-height:'20px '><br>Il “caro-prezzi” non è colpa del gestore. Serve “tagliare” le concessioni?</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Fare benzina, una scelta in genere complessa qualora si cerchi di minimizzare l’impatto economico di un “pieno”, diventa in autostrada una sfida che mette alla prova anche il consumatore più esperto.</p>
<p>I prezzi sono, per motivi ormai noti, più elevati rispetto a quanto accade fuori casello. Ma, nel caso di un pieno servito, i valori sono talvolta tali da lasciare un ricordo davvero amaro all’automobilista che abbia scelto di riempire il serbatoio stando comodamente seduto.</p>
<p>Nelle Aree di Servizio la comunicazione, digitale e non, punta sulla promozione dei prezzi self. La realtà, l’offerta di isole di rifornimento e la loro ubicazione, spingono al contrario l’automobilista verso il prodotto servito, assai più caro.</p>
<p>Errore gravissimo tuttavia puntare il dito sul gestore. Niente di più superficiale: il gestore autostradale, aperto H.24, è costretto a sopportare costi (personale, energia, oneri fiscali) assolutamente sproporzionati rispetto ai ricavi.</p>
<p>E’ quindi spinto dalla necessità. Talvolta costretto ad agire su leve che poco hanno di commerciale, prezzi alla pompa differenziati in maniera eccessiva fra servito e self, offerta di prodotti speciali con delta tale da non poter essere giustificato da alcun miracoloso additivo; sono tutti comportamenti che spesso lasciano un amaro ricordo al cliente.</p>
<p>Un circolo vizioso che sta facendo perdere volumi in maniera preoccupante alla rete autostradale, a tal punto da suggerire, come probabile via di salvezza, la riduzione del numero di Aree di Servizio da dare in concessione.</p>
<p>In sostanza, scusate l’esempio, se siamo in dieci naufraghi in scialuppa e ci manca il cibo, buttiamo a mare tre o quattro di noi per sopravvivere.</p>
<p>Oltre agli interrogativi di natura imprenditoriale sui criteri di scelta delle imprese che subirebbero questi tagli, ci sono alcuni capisaldi del mercato (ma anche del buon senso a fronte di un servizio pubblico) che, nostro parere, vengono meno nel voler perseguire questa strada.</p>
<p>In realtà, ogni volta che ci viene addebitato un pedaggio autostradale, in cambio dovremmo avere una serie di servizi; non solo strade sicure e scorrevoli, ma anche le infrastrutture necessarie e accessibili per favorire il nostro viaggio.</p>
<p>Fare benzina agevolmente è uno di quegli elementi essenziali per i quali paghiamo, e non poco, al casello.</p>
<p>La riduzione di aree, dunque, non può certo far bene alla concorrenza di prezzo: se una stazione di rifornimento rimane “sola” lungo una tratta, per quale motivo dovrebbe praticare prezzi bassi ai malcapitati che, quasi a secco, si avvicinano alle isole di rifornimento?</p>
<p>Tuttavia, un’alternativa all’attivazione di un meccanismo amministrativo e normativo per chiudere le aree di servizio autostradali, ci potrebbe essere. Agevolare il processo di crescita di operatori locali indipendenti (in alcuni casi le stesse imprese che oggi gestiscono le Stazioni in Autostrada?), in grado non solo di raggiungere sinergie ed economie gestionali ma anche di esercitare liberamente tutte le attività commerciali del perimetro chiuso della Stazione (oil e non oil).</p>
<p>Tutto ciò a patto di potersi integrare a monte nell’acquisto dei carburanti, lavorando quindi con marchio proprio e acquistando il prodotto direttamente sul mercato.</p>
<p>Insomma, anziché chiudere imprese e strutture, perché non agire per rimuovere vincoli offrendo nuovi stimoli e opportunità proprio a chi oggi lavora, con tante difficoltà, in Autostrada e lo sa fare bene?</p>
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		<title>Pillole oil. A proposito del prezzo del greggio Come “prevedere” il trend? C’è un metodo semplice</title>
		<link>http://checkupprezzi.it/pillole-oil-a-proposito-del-prezzo-del-greggio/</link>
		<comments>http://checkupprezzi.it/pillole-oil-a-proposito-del-prezzo-del-greggio/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2015 04:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Il Fondamentalista*]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Pillole]]></category>
		<category><![CDATA[Prezzi nazionali ed internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Slide]]></category>
		<category><![CDATA[oil]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[Previsioni]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Sui giornali potrete leggere tante notizie che influiscono sul prezzo del petrolio. Per esempio che in America la produzione di shaleoil comincia a declinare. Ma leggerete anche che i serbatoi in Texas sono quasi a tappo e che le raffinerie stanno per fermarsi per le usuali manutenzioni primaverili. Poi a qualche migliaio di kilometri di distanza ci sono le trattative con l&#8217;Iran. Se vanno a buon fine nuova produzione di grezzo entrerà nel mercato entro breve. Come ci si orienta tra informazioni che hanno effetti contrastanti? Si assumono scenari di probabilità e si calcolano i rischi. Ma questo è per i professionisti, pensate che le grandi trading Houses hanno persino un proprio ufficio metereologico. Ma c&#8217;è un metodo semplice per sapere cosa pensano gli investitori professionisti: verificare se sul mercato ci sono più posizioni lunghe o più posizioni corte. Che significa posizione lungo/corto? Ne parliamo alla prossima pillola. [Leggi la pillola successiva] (*) Il Fondamentalista è un ingegnere chimico che ha trascorso tutta la propria vita lavorativa nell&#8217;industria petrolifera. Raffinazione, logistica, supply, trading e anche marketing in Italia e all&#8217;estero. Ora si gode la vita e ogni tanto butta l&#8217;occhio su quello che succede. © Riproduzione riservata Print</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Sui giornali potrete leggere tante notizie che influiscono sul prezzo del petrolio.</p>
<p>Per esempio che in America la produzione di shaleoil comincia a declinare. Ma leggerete anche che i serbatoi in Texas sono quasi a tappo e che le raffinerie stanno per fermarsi per le usuali manutenzioni primaverili. Poi a qualche migliaio di kilometri di distanza ci sono le trattative con l&#8217;Iran. Se vanno a buon fine nuova produzione di grezzo entrerà nel mercato entro breve.</p>
<p>Come ci si orienta tra informazioni che hanno effetti contrastanti?</p>
<p>Si assumono scenari di probabilità e si calcolano i rischi. Ma questo è per i professionisti, pensate che le grandi trading Houses hanno persino un proprio ufficio metereologico.</p>
<p>Ma c&#8217;è un metodo semplice per sapere cosa pensano gli investitori professionisti: verificare se sul mercato ci sono più posizioni lunghe o più posizioni corte.</p>
<p>Che significa posizione lungo/corto? Ne parliamo alla prossima pillola.</p>
<p style="text-align: right;">
<p style="text-align: right;">[<a title="Pillole oil. Il “libro” dei Traders" href="http://checkupprezzi.it/pillole-oil-il-libro-dei-traders/">Leggi la pillola successiva</a>]</p>
<p style="text-align: right;">
<hr />
<p>(*) <strong><em>Il Fondamentalista</em></strong> <strong><em>è un ingegnere chimico che ha trascorso tutta la propria vita lavorativa nell&#8217;industria petrolifera. Raffinazione, logistica, supply, trading e anche marketing in Italia e all&#8217;estero. Ora si gode la vita e ogni tanto butta l&#8217;occhio su quello che succede.</em></strong></p>
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		<title>Carburanti sottocosto: controlli a monte Il fenomeno esiste. Ma è inutile la caccia alle streghe</title>
		<link>http://checkupprezzi.it/il-commento-carburanti-sottocosto-controlli-a-monte/</link>
		<comments>http://checkupprezzi.it/il-commento-carburanti-sottocosto-controlli-a-monte/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2015 08:40:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[info@oilenergy.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Associazioni e sindacati]]></category>
		<category><![CDATA[downstream]]></category>
		<category><![CDATA[Gestori]]></category>
		<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Prezzi nazionali ed internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Slide]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Quando un sistema economico subisce nel corso di pochi anni le profonde trasformazioni vissute nella distribuzione dei carburanti, non c’è da stupirsi che ci siano anche fenomeni negativi. Ecco due esempi. Dicembre 2013, Napoli: tutti gli amministratori di una società di trading di carburanti sono stati sottoposti a misure di custodia cautelare in carcere per avere dato luogo a vendite di prodotti petroliferi senza il pagamento delle dovute imposte. Per più di 400 volte gli indagati avrebbero finto di imbarcare gasolio su navi battenti bandiera di Paesi extracomunitari in esenzione di IVA e accise. Navi non presenti in porto o che non avevano fatto alcuna richiesta di rifornimento. 10 milioni di euro di evasione accertata (Ag. Dogane Comunicato Stampa 2.12.2013 Prot. 140520). Maggio 2014, Bolzano: azienda austriaca di trasporto che operava in prevalenza nel territorio italiano senza avere una partita IVA italiana e senza avere mai presentato una dichiarazione dei redditi, ha comperato oltre 260 autobotti di carburante da fornitori italiani dichiarando falsamente che era prodotto destinato all’esportazione e pertanto in esenzione d’imposta ( Ag. Dogane Comunicato stampa 11.5.2004 Prot.1275). E’ indubbio, questi fatti lo dimostrano, che quantitativi di carburante acquistati in maniera fraudolenta senza avere pagato l’IVA, pari al [...]</p>
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<p>Ecco due esempi.</p>
<p><strong>Dicembre 2013, Napoli</strong>: tutti gli amministratori di una società di trading di carburanti sono stati sottoposti a misure di custodia cautelare in carcere per avere dato luogo a vendite di prodotti petroliferi senza il pagamento delle dovute imposte. Per più di 400 volte gli indagati avrebbero finto di imbarcare gasolio su navi battenti bandiera di Paesi extracomunitari in esenzione di IVA e accise. Navi non presenti in porto o che non avevano fatto alcuna richiesta di rifornimento. 10 milioni di euro di evasione accertata (Ag. Dogane Comunicato Stampa 2.12.2013 Prot. 140520).</p>
<p><strong>Maggio 2014, Bolzano</strong>: azienda austriaca di trasporto che operava in prevalenza nel territorio italiano senza avere una partita IVA italiana e senza avere mai presentato una dichiarazione dei redditi, ha comperato oltre 260 autobotti di carburante da fornitori italiani dichiarando falsamente che era prodotto destinato all’esportazione e pertanto in esenzione d’imposta ( Ag. Dogane Comunicato stampa 11.5.2004 Prot.1275).</p>
<p>E’ indubbio, questi fatti lo dimostrano, che quantitativi di carburante acquistati in maniera fraudolenta senza avere pagato l’IVA, pari al 22% del fatturato, potrebbero essere rivenduti a prezzi assai più bassi del miglior concorrente onesto, forse in maniera apparentemente regolare e anche ad operatori in buona fede.</p>
<p>Ma se la società che effettua questo genere di attività illecite per il periodo breve di esistenza in vita ufficiale non adempie poi agli obblighi fiscali, omettendo dichiarazioni e versamento di imposte, ecco fatto che lo Stato è stato derubato di preziose risorse.</p>
<p>E anche il mercato degli onesti ha subìto violenza.</p>
<p>Per cortesia, però, usciamo dal Medioevo: evitiamo di puntare il dito su categorie “nuove” come gli imprenditori no-logo oppure su entità internazionali (i mercati globali e le loro Agenzie specializzate?) per ottenere un facile consenso da altre categorie imprenditoriali che, loro malgrado, sono state semplicemente messe all’angolo da un mercato che si è evoluto più velocemente delle loro norme di comportamento e tipologie contrattuali.</p>
<p>Non c’è certo bisogno di una caccia alle streghe in questo disastrato contesto economico nazionale.</p>
<p>Piuttosto, chi acquista carburanti sul territorio italiano beneficiando di esenzioni di imposte dovrebbe essere sottoposto a un controllo accurato da parte di chi vende loro la merce, che siano Società Petrolifere oppure operatori all’ingrosso.</p>
<p>Un controllo preventivo è possibile. E auspicabile.</p>
<p>Del resto, se un proprietario di appartamento non può appaltare una piccola opera a un semplice muratore che non dimostri con un certificato la regolarità del versamento dei contributi (DURC), è normale che si possa rifornire una sedicente società di trading di centinaia di migliaia di euro di carburante senza avere verificato che sia una società che adempie agli obblighi fiscali dello Stato Italiano?</p>
<p>Nel corso degli ultimi anni, in tutte le società che vendono carburanti si è affinato un rigoroso sistema di verifiche (interno o delegato a terzi) per controllare la solidità patrimoniale e l’affidabilità delle Società clienti, a tutela dell’esposizione generata da vendite con dilazione.</p>
<p>Forse oggi è altrettanto urgente che la stessa severità e rigore preventivo si mettano in pratica per non vendere carburanti a Società forse in possesso di liquidità, ma le cui azioni illecite alla fine sono solo a spese della collettività.</p>
<p>Mi sembra uno dei pochi casi in cui regole severe, anche da parte del Legislatore, possono fare bene alla trasparenza del mercato non alterando la sana concorrenza.</p>
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		<title>Carburanti e Web, tra tradizione e innovazione La sfida di una Start Up in un settore maturo.</title>
		<link>http://checkupprezzi.it/il-commento-carburanti-e-web-tra-tradizione-e-innovazione/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Mar 2015 06:40:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Degl'Innocenti]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Il cambiamento in essere nel settore dei carburanti ha provocato una trasformazione radicale nelle organizzazioni delle imprese e imposto nuove strategie ancora in corso di implementazione. Una delle cause scatenanti del cambiamento è stata l&#8217;evoluzione del consumatore, divenuta oggi una vera rivoluzione nelle scelte d&#8217;acquisto. Nel nuovo mondo digitale le informazioni utili a scegliere sono alla portata di tutti in ogni momento e luogo. Paradossalmente, il singolo si è immerso nel mondo del web assai prima delle grandi organizzazioni del sistema petrolifero. Un mondo liquido, in cui i limiti dello spazio fisico e la lentezza della comunicazione tradizionale, anche nel vecchio mercato della benzina, hanno poi dovuto lasciare il passo a tecnologie che permettono decisioni aziendali sempre e ovunque e che stravolgono le organizzazioni e il modo di fare impresa. Il nostro paese, quasi ultimo e unico in Europa, soffre di un ritardo preoccupante nell&#8217;evoluzione delle infrastrutture e dell&#8217;adeguamento della  forma mentis della classe dirigente al nuovo modo di informare e informarsi; ma il processo evolutivo è ormai inarrestabile. Dall&#8217;automobilista all&#8217;imprenditore della vecchia e nuova energia, il bisogno urgente è poter avere accesso alle informazioni nei tempi e con i mezzi di domani. Non è un vezzo, è una necessità [...]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://checkupprezzi.it/il-commento-carburanti-e-web-tra-tradizione-e-innovazione/">Carburanti e Web, tra tradizione e innovazione<span style='font-size:14px;'>
<p  line-height:'20px '><br>La sfida di una Start Up in un settore maturo.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://checkupprezzi.it/wp-content/uploads/2015/03/com.jpg"><img class="alignleft  wp-image-1435" src="http://checkupprezzi.it/wp-content/uploads/2015/03/com.jpg" alt="com" width="246" height="174" /></a>Il cambiamento in essere nel settore dei carburanti ha provocato una trasformazione radicale nelle organizzazioni delle imprese e imposto nuove strategie ancora in corso di implementazione.</p>
<p>Una delle cause scatenanti del cambiamento è stata l&#8217;evoluzione del consumatore, divenuta oggi una vera rivoluzione nelle scelte d&#8217;acquisto.</p>
<p>Nel nuovo mondo digitale le informazioni utili a scegliere sono alla portata di tutti in ogni momento e luogo.</p>
<p>Paradossalmente, il singolo si è immerso nel mondo del web assai prima delle grandi organizzazioni del sistema petrolifero. Un mondo liquido, in cui i limiti dello spazio fisico e la lentezza della comunicazione tradizionale, anche nel vecchio mercato della benzina, hanno poi dovuto lasciare il passo a tecnologie che permettono decisioni aziendali sempre e ovunque e che stravolgono le organizzazioni e il modo di fare impresa.</p>
<p>Il nostro paese, quasi ultimo e unico in Europa, soffre di un ritardo preoccupante nell&#8217;evoluzione delle infrastrutture e dell&#8217;adeguamento della  forma mentis della classe dirigente al nuovo modo di informare e informarsi; ma il processo evolutivo è ormai inarrestabile.</p>
<p>Dall&#8217;automobilista all&#8217;imprenditore della vecchia e nuova energia, il bisogno urgente è poter avere accesso alle informazioni nei tempi e con i mezzi di domani.</p>
<p>Non è un vezzo, è una necessità per riprendere fiato e riconquistare un ruolo perso negli ultimi vent&#8217;anni. La sfida editoriale che avrete modo di testare digitando www.checkupprezzi.it o entrando nelle nostre applicazioni digitali si può sintetizzare in una promessa: vi daremo le informazioni che vi servono con la velocità e la &#8220;libertà&#8221; del web, ma senza rinunciare alla qualità, ai contenuti.</p>
<p>Saremo sul web, ma con la professionalità e l&#8217;esperienza di sempre, con il contributo di collaboratori che conoscono a fondo il sistema dei carburanti e dell&#8217;energia. Tradizione e innovazione, al servizio di chi deve crescere.</p>
<p>Grazie per essere con noi. E buon lavoro.</p>
<div class="yj6qo ajU">
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</div><br><p class="wpf_wrapper"><a class="print_link" href="http://checkupprezzi.it/il-commento-carburanti-e-web-tra-tradizione-e-innovazione/print/">Print</a></p><!-- .wpf_wrapper --><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://checkupprezzi.it/il-commento-carburanti-e-web-tra-tradizione-e-innovazione/">Carburanti e Web, tra tradizione e innovazione<span style='font-size:14px;'>
<p  line-height:'20px '><br>La sfida di una Start Up in un settore maturo.</p>
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