Il commento. Veicoli elettrici, se i soldi vanno altrove


L’Europa ci chiede 90 mila punti di ricarica nel 2016, ma nei nostri centri urbani…

10 marzo 2015: è stato pubblicato un Decreto Ministeriale (D.M. 7.11.2014) che assegna alle Regioni e alle Province autonome le risorse per il finanziamento dei progetti per la creazione di reti di ricarica per i veicoli elettrici.

7 febbraio 2015: è stato inaugurato un impianto per la ricarica veloce dei mezzi elettrici/ibridi plugin all’interno di una Stazione di Servizio.

Notizie positive? Non scherziamo.

L’Europa, entro il 2016, ci chiede 90 mila punti di ricarica (Piano Nazionale infrastrutturale per la ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica). L’utilizzo attuale e il potenziale sviluppo dei mezzi elettrici è  in prevalenza nelle aree metropolitane. Ma i finanziamenti regionali non sembrano indirizzarsi prioritariamente in questa direzione. Solo il mese scorso è stato approvato un decreto che, per esempio, dovrebbe garantire alla Basilicata 230.785 € per un progetto denominato “I sassi e la costa lucani”, mentre 240.000 € vannoal Molise per un altro progetto denominato “Sistema urbano Campobasso-Termoli”.

Nel frattempo si inaugura un impianto (uno) in una Stazione di Servizio e l’evento è di tale portata che anche un Ministro della Repubblica partecipa.

Abbiamo una rete di Stazioni di Servizio di più di ventimila impianti dove tutti i giorni gli automobilisti italiani si fermano per riempire i serbatoi di benzina, ma in città come Roma o Milano ci sono migliaia di “nuovi”automobilisti che, uscendo di casa, è come se avessero un mezzo a molla, perchè devono fare i conti con la necessità di tornare senza finire le loro batterie.

E come si sentono gli automobilisti a molla quando davanti alle rare colonnine trovano parcheggiate vecchie auto Euro zero?

Cosa dovrebbero pensare poi quegli stessi romani che girano nel centro storico con mezzi del futuro e senza rumore, se leggessero che i fondi destinati il mese scorso a tutto il Lazio (240 mila euro) sono la metà di quanto avrà la Val d’Aosta per lo sviluppo della “rete di ricarica veicoli elettrici nella conurbazione” del capoluogo?

Quando si capirà che il circolo virtuoso dello sviluppo della mobilità elettrica o ibrida plugin partirà solo se davvero quanto indicato nel Piano Nazionale (punto 6.3 Piattaforma Unica Nazionale : “introduzione di agevolazioni, anche amministrative, in favore dei titolari e dei gestori degli impianti di distribuzione carburanti per l’ammodernamento attraverso infrastrutture di ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica”) si trasformerà in passi concreti e veloci?

Quando si prenderà atto che questo circolo virtuoso non potrà fare che del bene anche agli imprenditori di un settore che oggi, per sopravvivere, pensano di amputare punti vendita pari al 25% del loro sistema distributivo?

Intervento pubblico, stimolo dell’Europa (ripetiamo: 90 mila punti entro il prossimo anno), bisogni emergenti dei cittadini e controllo ambientale nelle città, necessità di innovare per gli imprenditori dei carburanti… Basteranno tutte queste motivazioni a piantare qualche migliaio di colonnine anche nelle Stazioni di Servizio dei nostri centri urbani?

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