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	<title>Check-Up      Prezzi           News &#187; Associazioni</title>
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	<description>Quotidiano on line Distribuzione Carburanti e Mobilità Alternativa</description>
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		<title>Se il mercato non aspetta E&#039; ancora possibile intervenire nel settore carburanti per legge?</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Apr 2015 05:30:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[info@oilenergy.it]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>E&#8217; ancora possibile intervenire nel settore carburanti per legge? La risposta è no. E&#8217; il momento di aprire gli occhi: ormai gli attori protagonisti del sistema non si possono più contare  nelle dita di una mano, impossibile possano convergere in un unico testo condiviso; come se non bastasse, le singole associazioni di categoria fanno fatica a coagulare gli interessi dei loro iscritti, che sono  immersi in dinamiche aziendali troppo differenziate, non solo per latitudine. Il danno più grave, causato dall&#8217;incapacità di accettare che regolamenti e leggi non potranno riformare il settore, è generato dall&#8217;effetto Godot, l&#8217;immobilità nell&#8217;attesa di un evento risolutivo dall&#8217;alto. Nel frattempo la domanda ogni anno cambia: una rete di benzina e gasolio stenta a offrire GPL e Metano. Le auto ibride plugin chiederanno colonnine di ricarica, ma nelle stazioni carburanti quel servizio non c&#8217;è. La moneta elettronica oggi consente di pagare il viaggio a Roma in Alta Velocità o di prenotare un volo in aereo, ma provate a fare un pieno con la vostra prepagata. La priorità di oggi è  anticipare il mercato in rivoluzione, investendo le energie per offrire le soluzioni alla mobilità di domani.Questa è l&#8217;unica strada per &#8220;razionalizzare&#8221; la rete, nel senso letterale di [...]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://checkupprezzi.it/se-il-mercato-non-aspetta/">Se il mercato non aspetta<span style='font-size:14px;'>
<p  line-height:'20px '><br>E&#039; ancora possibile intervenire nel settore carburanti per legge?</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; ancora possibile intervenire nel settore carburanti per legge?<strong><br />
</strong></p>
<p>La risposta è no.</p>
<p>E&#8217; il momento di aprire gli occhi: ormai gli attori protagonisti del sistema non si possono più contare  nelle dita di una mano, impossibile possano convergere in un unico testo condiviso; come se non bastasse, le singole associazioni di categoria fanno fatica a coagulare gli interessi dei loro iscritti, che sono  immersi in dinamiche aziendali troppo differenziate, non solo per latitudine.</p>
<p>Il danno più grave, causato dall&#8217;incapacità di accettare che regolamenti e leggi non potranno riformare il settore, è generato dall&#8217;effetto Godot, l&#8217;immobilità nell&#8217;attesa di un evento risolutivo dall&#8217;alto.</p>
<p>Nel frattempo la domanda ogni anno cambia: una rete di benzina e gasolio stenta a offrire GPL e Metano. Le auto ibride plugin chiederanno colonnine di ricarica, ma nelle stazioni carburanti quel servizio non c&#8217;è. La moneta elettronica oggi consente di pagare il viaggio a Roma in Alta Velocità o di prenotare un volo in aereo, ma provate a fare un pieno con la vostra prepagata.</p>
<p>La priorità di oggi è  anticipare il mercato in rivoluzione, investendo le energie per offrire le soluzioni alla mobilità di domani.Questa è l&#8217;unica strada per &#8220;razionalizzare&#8221; la rete, nel senso letterale di  riportarla all&#8217;uso della ragione economica.</p>
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<i>© Riproduzione riservata</i>
</div><br><p class="wpf_wrapper"><a class="print_link" href="https://checkupprezzi.it/se-il-mercato-non-aspetta/print/">Print</a></p><!-- .wpf_wrapper --><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://checkupprezzi.it/se-il-mercato-non-aspetta/">Se il mercato non aspetta<span style='font-size:14px;'>
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		<title>Pillole oil. Contrabbando e aritmetica delle notizie A conti fatti, settore petrolifero iper diligente</title>
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		<comments>https://checkupprezzi.it/pillole-oil-contrabbando-e-aritmetica-delle-notizie/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2015 09:30:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Il Fondamentalista*]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Associazioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Pillole]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>I miei cinque lettori sanno che sono un ingegnere. E quindi tendo a misurare e confrontare i numeri. E questo ovviamente anche quando leggo notizie sul petrolio. Vi faccio un esempio dei miei processi mentali. Leggo ogni tanto, più spesso negli ultimi tempi, che il fenomeno del contrabbando è molto diffuso nel settore e danneggia gli operatori onesti. Chi può non essere d&#8217;accordo con questo? Però la mente parte da sola e va a fare due conti. La Guardia di Finanza sequestra ogni tanto qualche camion parliamo di decine di metri cubi. Vogliamo assumere che il totale dei sequestri sia in un anno nell&#8217;ordine dei 1.000 m³ (se qualcuno ha il dato per favore ce lo fornisca). Ora il consumo del solo gasolio in Italia è all&#8217;incirca 25 milioni di metri cubi. 1.000 diviso 25 milioni corrisponde ad una percentuale dello 0,004. Anche se i sequestri in un anno fossero 10.000 m³ comunque l&#8217;ordine di grandezza appare trascurabile. Questo significa che la Guardia di Finanza e la dogana stanno facendo un grandissimo lavoro nel settore petrolifero con ottimi risultati. Se infatti guardiamo i dati complessivi dell&#8217;economia italiana, il nero ed il sommerso in Italia vengono stimati all&#8217;incirca 15-20% del Pil [...]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://checkupprezzi.it/pillole-oil-contrabbando-e-aritmetica-delle-notizie/">Pillole oil. Contrabbando e aritmetica delle notizie<span style='font-size:14px;'>
<p  line-height:'20px '><br>A conti fatti, settore petrolifero iper diligente</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://checkupprezzi.it/wp-content/uploads/2015/04/manette-e1429868429547.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2513" src="http://checkupprezzi.it/wp-content/uploads/2015/04/manette-e1429868429547.jpg" alt="manette" width="300" height="123" /></a>I miei cinque lettori sanno che sono un ingegnere. E quindi tendo a misurare e confrontare i numeri.</p>
<p>E questo ovviamente anche quando leggo notizie sul petrolio.</p>
<p>Vi faccio un esempio dei miei processi mentali.</p>
<p>Leggo ogni tanto, più spesso negli ultimi tempi, che il fenomeno del contrabbando è molto diffuso nel settore e danneggia gli operatori onesti. Chi può non essere d&#8217;accordo con questo?</p>
<p>Però la mente parte da sola e va a fare due conti.</p>
<p>La Guardia di Finanza sequestra ogni tanto qualche camion parliamo di decine di metri cubi.</p>
<p>Vogliamo assumere che il totale dei sequestri sia in un anno nell&#8217;ordine dei 1.000 m³ (se qualcuno ha il dato per favore ce lo fornisca). Ora il consumo del solo gasolio in Italia è all&#8217;incirca 25 milioni di metri cubi.</p>
<p>1.000 diviso 25 milioni corrisponde ad una percentuale dello 0,004. Anche se i sequestri in un anno fossero 10.000 m³ comunque l&#8217;ordine di grandezza appare trascurabile.</p>
<p>Questo significa che la Guardia di Finanza e la dogana stanno facendo un grandissimo lavoro nel settore petrolifero con ottimi risultati.</p>
<p>Se infatti guardiamo i dati complessivi dell&#8217;economia italiana, il nero ed il sommerso in Italia vengono stimati all&#8217;incirca 15-20% del Pil annuale.</p>
<p>Ripeto 15-20% verso 0,004%.</p>
<p>Mi sembra che lo Stato abbia raggiunto i suoi obiettivi nel settore petrolifero che rispetto al resto dell&#8217;economia appare iper diligente se guardiamo i risultati dei controlli.</p>
<p>Forse lo Stato potrebbe cominciare a domandarsi se non sia il caso di riorientare le sue priorità nelle verifiche.</p>
<p>[<a title="Pillole oil. Vendere sotto Platts" href="http://checkupprezzi.it/pillole-oil-vendere-sotto-platts/">Leggi la pillola precedente</a>]                                                                                                                                                 [<a href="http://checkupprezzi.it/pillole-oil-il-segreto-di-pulcinella/">Leggi la pillola successiva</a>]</p>
<hr />
<p><em>(*) <strong>Il Fondamentalista</strong> <strong>è un ingegnere chimico che ha trascorso tutta la propria vita lavorativa nell’industria petrolifera. Raffinazione, logistica, supply, trading e anche marketing in Italia e all’estero. Ora si gode la vita e ogni tanto butta l’occhio su quello che succede.</strong></em></p>
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<p  line-height:'20px '><br>A conti fatti, settore petrolifero iper diligente</p>
<p></span></a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://checkupprezzi.it">Check-Up      Prezzi           News</a>.</p>
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		<title>Il commento. Autostrade no logo: perché no? Il “caro-prezzi” non è colpa del gestore. Serve “tagliare” le concessioni?</title>
		<link>https://checkupprezzi.it/autostrade-no-logo-perche-no/</link>
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		<pubDate>Tue, 07 Apr 2015 04:30:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[info@oilenergy.it]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Fare benzina, una scelta in genere complessa qualora si cerchi di minimizzare l’impatto economico di un “pieno”, diventa in autostrada una sfida che mette alla prova anche il consumatore più esperto. I prezzi sono, per motivi ormai noti, più elevati rispetto a quanto accade fuori casello. Ma, nel caso di un pieno servito, i valori sono talvolta tali da lasciare un ricordo davvero amaro all’automobilista che abbia scelto di riempire il serbatoio stando comodamente seduto. Nelle Aree di Servizio la comunicazione, digitale e non, punta sulla promozione dei prezzi self. La realtà, l’offerta di isole di rifornimento e la loro ubicazione, spingono al contrario l’automobilista verso il prodotto servito, assai più caro. Errore gravissimo tuttavia puntare il dito sul gestore. Niente di più superficiale: il gestore autostradale, aperto H.24, è costretto a sopportare costi (personale, energia, oneri fiscali) assolutamente sproporzionati rispetto ai ricavi. E’ quindi spinto dalla necessità. Talvolta costretto ad agire su leve che poco hanno di commerciale, prezzi alla pompa differenziati in maniera eccessiva fra servito e self, offerta di prodotti speciali con delta tale da non poter essere giustificato da alcun miracoloso additivo; sono tutti comportamenti che spesso lasciano un amaro ricordo al cliente. Un circolo vizioso [...]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://checkupprezzi.it/autostrade-no-logo-perche-no/">Il commento. Autostrade no logo: perché no?<span style='font-size:14px;'>
<p  line-height:'20px '><br>Il “caro-prezzi” non è colpa del gestore. Serve “tagliare” le concessioni?</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Fare benzina, una scelta in genere complessa qualora si cerchi di minimizzare l’impatto economico di un “pieno”, diventa in autostrada una sfida che mette alla prova anche il consumatore più esperto.</p>
<p>I prezzi sono, per motivi ormai noti, più elevati rispetto a quanto accade fuori casello. Ma, nel caso di un pieno servito, i valori sono talvolta tali da lasciare un ricordo davvero amaro all’automobilista che abbia scelto di riempire il serbatoio stando comodamente seduto.</p>
<p>Nelle Aree di Servizio la comunicazione, digitale e non, punta sulla promozione dei prezzi self. La realtà, l’offerta di isole di rifornimento e la loro ubicazione, spingono al contrario l’automobilista verso il prodotto servito, assai più caro.</p>
<p>Errore gravissimo tuttavia puntare il dito sul gestore. Niente di più superficiale: il gestore autostradale, aperto H.24, è costretto a sopportare costi (personale, energia, oneri fiscali) assolutamente sproporzionati rispetto ai ricavi.</p>
<p>E’ quindi spinto dalla necessità. Talvolta costretto ad agire su leve che poco hanno di commerciale, prezzi alla pompa differenziati in maniera eccessiva fra servito e self, offerta di prodotti speciali con delta tale da non poter essere giustificato da alcun miracoloso additivo; sono tutti comportamenti che spesso lasciano un amaro ricordo al cliente.</p>
<p>Un circolo vizioso che sta facendo perdere volumi in maniera preoccupante alla rete autostradale, a tal punto da suggerire, come probabile via di salvezza, la riduzione del numero di Aree di Servizio da dare in concessione.</p>
<p>In sostanza, scusate l’esempio, se siamo in dieci naufraghi in scialuppa e ci manca il cibo, buttiamo a mare tre o quattro di noi per sopravvivere.</p>
<p>Oltre agli interrogativi di natura imprenditoriale sui criteri di scelta delle imprese che subirebbero questi tagli, ci sono alcuni capisaldi del mercato (ma anche del buon senso a fronte di un servizio pubblico) che, nostro parere, vengono meno nel voler perseguire questa strada.</p>
<p>In realtà, ogni volta che ci viene addebitato un pedaggio autostradale, in cambio dovremmo avere una serie di servizi; non solo strade sicure e scorrevoli, ma anche le infrastrutture necessarie e accessibili per favorire il nostro viaggio.</p>
<p>Fare benzina agevolmente è uno di quegli elementi essenziali per i quali paghiamo, e non poco, al casello.</p>
<p>La riduzione di aree, dunque, non può certo far bene alla concorrenza di prezzo: se una stazione di rifornimento rimane “sola” lungo una tratta, per quale motivo dovrebbe praticare prezzi bassi ai malcapitati che, quasi a secco, si avvicinano alle isole di rifornimento?</p>
<p>Tuttavia, un’alternativa all’attivazione di un meccanismo amministrativo e normativo per chiudere le aree di servizio autostradali, ci potrebbe essere. Agevolare il processo di crescita di operatori locali indipendenti (in alcuni casi le stesse imprese che oggi gestiscono le Stazioni in Autostrada?), in grado non solo di raggiungere sinergie ed economie gestionali ma anche di esercitare liberamente tutte le attività commerciali del perimetro chiuso della Stazione (oil e non oil).</p>
<p>Tutto ciò a patto di potersi integrare a monte nell’acquisto dei carburanti, lavorando quindi con marchio proprio e acquistando il prodotto direttamente sul mercato.</p>
<p>Insomma, anziché chiudere imprese e strutture, perché non agire per rimuovere vincoli offrendo nuovi stimoli e opportunità proprio a chi oggi lavora, con tante difficoltà, in Autostrada e lo sa fare bene?</p>
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